Piazza Plebiscito Retrò

Posted on September 30th, 2007 in by Cane Ugo

Tornano in piazza del Plebiscito i lampioni di ghisa del primo Novecento. Sei pali dell’illuminazione restaurati a regola d’arte, con tanto di base, colonna con leoni alati e corone di alloro, capitello e pastorale (il nome dei bracci che reggono le lampade), così chiamato perché ricorda, nel design, il bastone del vescovo. In cima, una pigna sistemata a mo’ di puntale. Tre le lampade per ogni lampione, campana bianca in vetro temperato (resistente anche alle pallonate) e luce a ioduri metallici (che dà luce bianca) che indirizza il fascio luminoso solo per terra e non anche in cielo. «Nessun rischio di inquinamento luminoso, normativa rispettata», precisa l’ingegnere Vincenzo Salzano, dirigente del servizio Strade e illuminazione pubblica del Comune, che ha seguito la realizzazione del progetto, costato, solo per la parte del restauro, circa 40 mila euro. Smontati pochi giorni prima di Pasqua, e sostituiti da anonimi pali industriali, i sei lampioni sono stati sottoposti a un lungo trattamento di restyling, che li ha riportati all’antico splendore. Splendore che risale almeno agli anni Venti del secolo scorso, come testimonia una monetina con l’effige del re Vittorio Emanuele, incastonata in un festone ornamentale e ritrovata dal restauratore. Salvatore Maione, titolare di Cittarredo, l’azienda alle porte di Acerra che ha ottenuto la commessa dall’Acea, racconta del lavoro svolto. «Tutto è stato concordato nei minimi particolari con il Comune e la Sovrintendenza, dall’insabbiatura allo stoccaggio, dalla saldatura alla verniciatura. I lampioni portavano i segni del tempo: abrasioni e buchi dappertutto. Gratta gratta, abbiamo scoperto che il colore originale non era il verde, così come mostrava l’ultima verniciatura, ma grigio». In più è stata riportata alla luce, su due dei sei lampioni, la scritta dell’antica fonderia che li realizzò: Opificio Reichler Napoli.

“Bagliori d’antichità” alle terme di Baia

Posted on September 26th, 2007 in Uncategorized by Cane Ugo

Fiore all’occhiello per il nostro patrimonio archeologico e culturale, anche i Campi Flegrei sono restituiti ai turisti. E dopo Pompei, Caserta e Paestum entrano nel circuito by night. Il nuovo passo in avanti per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, vede la rivalutazione delle terme di Baia con un emozionante percorso notturno che si colloca come prologo di un evento che avrà il suo clou nell’estate 2008». Così l’assessore regionale al Turismo Marco Di Lello nel presentare «Bagliori d’antichità», l’itinerario che da venerdì svelerà l’inedito volto del parco archeologico delle Terme di Baia a chi vorrà visitarlo dopo il tramonto. Tra i siti più spettacolari della zona, già assai cara agli antichi romani d’età imperiale, sino alla fine del mese di ottobre, il complesso baiano si propone al pubblico con un inedito volto, quello del percorso di suoni e luci che coinvolge i visitatori in un’insolita passeggiata. Un’ora e mezza di cammino tra la Villa dell’Ambulatio, il complesso di Mercurio, quello di Venere e quello della Sosandra, il giardino con la sorpresa di un curiosissimo e rigoglioso albero di fico che cresce a testa in giù, per una visita affidata ad un attore-guida (Yuri Monaco e Lello Musella) che media il rapporto tra i visitatori del nostro tempo e una serie di personaggi che, di tanto in tanto, riemergono dal passato per raccontare la storia del luogo e i fasti che l’animavano in epoca romana. L’idea del direttore artistico dell’iniziativa Francesco Capotorto, difatti, è quella di creare un «corto circuito temporale» tra il 107 d.C, quando Baia era nel pieno del suo fulgore, e il 2007, proiettando il pubblico un incontro irreale e senza tempo. Il tutto grazie alla più avanzata tecnologia che consente un mix di proiezioni e giochi di luce sapientemente abbinati ad azioni sonore ed effetti scenici che lungo il tragitto offrendo l’opportunità di una sosta rende più originale ed emozionante la visita archeologica (partenza ogni 20 minuti, dalle 19 alle 23, per gruppi max 50 persone, ogni venerdì, sabato e domenica). Un allestimento elegante e a tratti poetico che per l’intero autunno sarà oggetto di sperimentazione in vista della ripresa a partire dalla Settimana Santa del prossimo anno e per tutta l’estate a seguire. «Il progetto - spiega il responsabile dell’Azienda autonoma di cura soggiorno turismo di Pozzuoli Franco Mancusi - sarà implementato in primavera con una rete di trenini elettrici e navette a basso impatto ambientale, per consentire al pubblico di raggiungere le Antiche Terme in maniera rapida ed agevole. Abbiamo iniziato da due anni un lavoro che già comincia a dare i suoi frutti avvicinando un turismo alla ricerca di spunti culturali oltre che paesaggistici. Dopo i grandi spettacoli della lirica alle Terme di Baia, con “Bagliori d’Antichità” si mira ad attrarre il circuito internazionale del turismo campano nei Campi Flegrei». Di grande impatto emotivo, il binomio opera e archeologia ha avuto un tale successo da auspicare un sempre maggiore impegno del San Carlo a puntare su una stagione estiva all’aperto di più lunga durata, non più limitata solo al mese di luglio ma già da quello di giugno, magari arricchendo proprio la rassegna invernale in abbonamento di almeno uno spettacolo open air. «La miscela tra cultura e tecnologia, applicata a “Bagliori d’Antichità alle terme di Baia” - aggiunge la soprintendente regionale per i Beni culturali Vittoria Garibaldi - favorisce l’avvicinamento del grande pubblico. Una magia che riesce a promuovere, in un attimo, la conoscenza culturale e storica dei luoghi che hanno vissuto oltre 2000 anni fa e che riesce ad avvicinare a questi luoghi sia gli addetti ai lavori sia i meno esperti. ».

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Prosegue il risanamento del Centro Storico

Posted on September 23rd, 2007 in by Cane Ugo

Oltre duecento milioni di euro, fondi europei, per la riqualificazione del centro storico di Napoli: per rimettere a nuovo monumenti, edifici, realizzare residenze universitarie. Soprattutto per fare in modo che il centro storico, patrimonio dell’Unesco, sia in tutto e per tutto valorizzato. E’ questo l’obiettivo di un protocollo d’intesa firmato dalla Regione Campania, dal Comune di Napoli e dalla Curia Arcivescovile di Napoli e dal ministero dei beni Culturali (direzione regionale): un patto che da qui a un anno sarà seguito da un accordo di programma e dall’avvio dei lavori.

Cinque anni a cominciare dal 2008: l’obiettivo è di arrivare pronti all’appuntamento del 2013, quando Napoli ospiterà il forum internazionale delle culture e potrebbero arrivare in città circa cinque milioni di visitatori. I nuovi fondi fanno parte del programma operativo 2007-2013 approvato in questi giorni dalla commissione europea. Le risorse andranno a diciannove città con più di cinquantamila abitanti, ma la prima attuazione del Por riguarda il centro storico napoletano, confermato patrimonio mondiale dell’umanità.

Ai Quartieri spagnoli sorgeranno alcune residenze universitarie; il progetto è di fare dell’intera zona un polo per gli studenti provenienti anche da fuori regione, fino a creare una sorta di cittadella universitaria.

Il successo di Piedigrotta

Posted on September 8th, 2007 in by Cane Ugo

I napoletani ritrovano la Piedigrotta dopo 25 anni e la città dopo mesi difficili si gode un giorno di serenità e di festa. Perché ieri è stata davvero una festa: senza eccessi ma con grande allegria, in 30mila hanno accompagnato la sfilata dei carri. Alle 18 in punto - preceduti dall’inno di Mameli e da un fitto lancio di coriandoli - i carri hanno varcato il cancello di Palazzo Reale e attraversato piazza Plebiscito per arrivare fino a largo Sermoneta. Poi il ritorno nella piazza dove si è tenuto il mega concerto davanti a centomila persone. Rispetto alle gouache e alle foto in bianconero che ritraggono la mostra sulla Piedigrotta a Palazzo Reale, non ci sono i lazzari né gli scugnizzi perché la città è cambiata e anche i suoi abitanti. Al loro posto famiglie con mamme, papà e bimbi vestiti casual. La sensazione - mentre si passeggia al seguito dei carri - è quella di essere in un teatro all’aperto dove è andato in scena un pezzo di storia della città. Lo spirito della Piedigrotta autentico però è stato recuperato dall’allegria di migliaia di cittadini che hanno fatto festa con musici e artisti di strada al ritmo della tarantella. Insomma è andato davvero tutto bene, se ne sono accorti i reporter stranieri che hanno raccontato la festa per i loro lettori americani, brasiliani, tedeschi e anche inglesi e giapponesi. E poi c’erano decine di telecamere perché l’evento è stato ripreso da una major americana e fra poco diventerà la traccia per un film. Anche i napoletani hanno voluto portare un ricordo della serata e grazie ai telefonini hanno scattato migliaia di foto. Napoli ha presentato ieri il suo volto migliore.

Il magnifico lavoro del Cervantes a Napoli

Posted on September 6th, 2007 in by Cane Ugo

Si comincia giovedì 20 con la mostra Vulcanes construidos del pittore e scultore messicano Vicente Rojo. È l’avvio del trimestre ricco di eventi dell’Istituto Cervantes di Napoli. Il direttore José Vicente Quirante definisce la mostra dal punto di vista artistico «la più importante che abbiamo mai ospitato». Il tema dei vulcani lega sotterraneamente il popolo messicano e quello napoletano, tanto che Cesar Antonio Molina - ex direttore del Cervantes, madrileno e neoministro del governo Zapatero - aveva già deciso che Napoli sarebbe stata la tappa di chiusura di una rassegna che gode di un catalogo davvero speciale: al di là delle veste grafica ci sono testi di Pitol, Paz, Marquez. Nello stesso pomeriggio del 20, e nello stesso luogo, alle ore 18, come ennesimo omaggio alle istituzioni napoletane, il Cervantes aprirà le sue porte al Premio Napoli e ad una proiezione di Caleidoscopio napoletano. Approfittando del fatto che finalmente tutti i film di Pedro Almodovar sono ora disponibili in Dvd, tutto il trimestre del Cervantes sarà dedicato alla proiezione del ciclo integrale delle opere del regista spagnolo. Il 4 ottobre - alla Biblioteca Nazionale, ore 17 - è prevista la presentazione dell’antologia curata dall’ispanista Teresa Cirillo Sirri e da José Vicente Quirante L’Averno e il Cielo - Napoli nella letteratura spagnola ed ispanoamericana, alla presenza di Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca Nazionale, e dello scrittore Giuseppe Montesano. L’8 ottobre - presso l’Auditorium alle ore 18,30 - ci sarà l’incontro introdotto da Bernardo Valli, su «Visionari di cose vere, letteratura di viaggio e giornalismo narrativo», cui sarà presente il più famoso studioso della Mitteleuropa, il germanista triestino Claudio Magris. Perché Magris in un Cervantes? Quirante risponde: «Non tutti sanno che l’autore di Danubio è uno degli scrittori italiani più letti ed apprezzati dal pubblico spagnolo. Tant’è vero che gli è stato assegnato il Premio Asturias». Il 10 ottobre - alle ore 19 all’Auditorium - ci sarà la ripresa in diretta della rappresentazione teatrale Chiove, - dal testo Plou del catalano Pau Mirò - con regia di Francesco Saponaro e traduzione di Enrico Ianniello, indimenticato mattatore di Magic people. Il 18 ottobre - sempre all’Auditorium alle ore 18,30 - l’evento speciale «Soirée Baudelaire» organizzato per la prima presentazione in assoluto de Il ribelle in guanti rosa (Mondadori) di Giuseppe Montesano. «Per noi presentare Montesano - dice Quirante - è un privilegio assoluto e inaspettato che ci riempie di gioia». Il 24 ottobre - presso l’Auditorium alle ore 18 - sarà presentata la traduzione in italiano de La spassosa di Miguel de Cervantes, curata da Marco Ottaiano e David Baiocchi. Introduranno Giovanna Calabrò, Antonio Gargano, Augusto Guarino e Giulia Poggi. Da segnalare il 2 novembre - nella Sala esposizioni del Cervantes inaugurazione alle ore 12 - l’installazione dedicata alla «Celebrazione del giorno dei morti in Messico», sempre nell’ottica di una comparazione tra le tradizioni del popolo messicano e quelle della gente partenopea. Il 6 novembre - all’ Auditorium, ore 18 - presentazione del libro Un rivoluzionario chiamato Pancho (Tropea edizioni). Si tratta di una biografia di Pancho Villa scaturita dalla penna di un noto narratore, Paco Ignacio Taibo II, che sarà presente alla serata. Questa data costituisce anche la prima di una serie dedicata dal Cervantes alla letteratura ispano-americana, curata come sempre dall’ispanista Bruno Arpaia. Il 21 novembre - nella Sala esposizioni alle ore 19 - altro grande evento con l’inaugurazione della mostra fotografica «Ex voto» di Antonio Biasucci. Quirante spera di poter contare in questa occasione sulla collaborazione di molte altre istituzioni napoletane. Tutto il mese di dicembre infine, sempre alle ore 18, l’Auditorium dell’Istituto sarà impegnato con una rassegna cinematografica di taglio letterario. Le date ed i film: il 4 dicembre Obaba di Montxo Armendariz; il 5 dicembre con Las razones de mis amigos di Gerardo Herrero; il 12 dicembre El embrujo de Shangai di Fernando Trueba; il 13 dicembre con El porqué de las cosas di Ventura Pons; il 19 dicembre con El lapiz del carpintero di Antòn Reixa; il 20 dicembre El alquimista impaciente di Patricia Ferreira.