50 anni di Capodimonte

Posted on October 25th, 2007 in Uncategorized by Cane Ugo

Capolavori classici e contemporanei in esposizione a Capodimonte: ieri mattina l’inagurazione di «Omaggio a Capodimonte. Da Caravaggio a Picasso», l’iniziativa promossa dalla Soprintendenza speciale per il Polo museale napoletano e organizzata da Civita per celebrare i cinquant’anni di attività museale della bellissima reggia fatta costruire da Carlo di Borbone. Più che una mostra, una festa di compleanno, una rara occasione per ammirare da vicino capolavori dell’arte di tutti i tempi esposti con opere di maestri contemporanei in un percorso di grande suggestione che vede insieme Caravaggio e Picasso, Rembrandt e Basquiat, Rubens e Boccioni, van Gogh e Pascali, Velàzquez e Bacon, Mattia Preti e Alberto Burri, Mario Schifano e Tiziano. E poi i Luca Giordano, i Tiziano, i Giacinto Gigante, Solimena e gli altri capolavori di casa a Capodimonte, che accolgono le opere giunte al Museo diretto da Mariella Utili per questo «Omaggio» (fino al 20 gennaio) che è un filo conduttore dell’itinerario artistico del nostro tempo e dei tre secoli precedenti. Settanta sono le opere esposte provenienti da musei, fondazioni e raccolte private, italiani e stranieri con cui Capodimonte ha collaborato dal 5 maggio del 1957 in poi, prestiti che sono il frutto di una collaborazione intensa con i più prestigiosi musei e collezionisti d’arte internazionali. Nel corso di una breve presentazione nell’auditorium, cui ha fatto seguito una affollatissima visita guidata ai tre livelli dell’esposizione (c’è anche una sala con opere «napoletane» di Gianni Pisani, Renato Barisani, Domenico Spinosa, Mario Persico «in dialogo» con Prampolini e Lucio Fontana). E in questa occasione Capodimonte diventa anche «un laboratorio di nuove idee, di nuova creatività anche attraverso la contaminazione che abbiamo voluto mettere in evidenza proponendo Basquiat, Pascali, Schifano, Rauschenberg, Picasso e Boccioni a contatto diretto con i grandi maestri del Seicento, del Settecento, dell’Ottocento. Una provocazione? Forse, ma certo un modo per riscoprire il senso dell’arte come straordinario strumento di dialogo tra diversi».

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Avanti verso Napoli Expò

Posted on October 22nd, 2007 in by Cane Ugo

La Mostra d’Oltremare diventa un immenso cantiere per costruirsi un futuro come «Napoli Expo». Progetti approvati, gare espletate e imminente avvio di lavori. Tutto con l’obiettivo di realizzare il centro congressi più grande d’Italia. Ed è iniziato in queste settimane uno strano puzzle, in cui i vari pezzi stanno trovando con gradualità la loro destinazione finale che consentirà di mettere il primo tassello del Centro congressi con l’avvio dei lavori di «Expo Hotel». È il nuovo albergo a quattro stelle che sarà realizzato e gestito dalla holding proprietaria degli hotel Vesuvio, Excelsior e Majestic, che si è aggiudicata la gara. Avrà 104 camere, tutte con collegamento a Internet, e vedrà la luce nell’area, a ridosso di piazzale Tecchio, che ospita attualmente gli uffici della Mostra d’Oltremare. Così si lavora a pieno ritmo per trasferire gli stessi uffici nell’ala sud del teatro Mediterraneo nei quattro piani della palazzina dove prima c’era il Formez. Ha già quasi ultimato il trasloco anche il Coni, che occupava parte dell’area, per trasferirsi nei nuovi spazi del Vomero. E, sia da parte dell’ente Mostra (che manterrà il 20% nella società che gestirà la struttura) che da parte di Maione, amministratore delegato della «Prestigehotels» c’è la volontà di accelerare al massimo i tempi per iniziare i lavori prima della fine del 2007 e non, come previsto inizialmente, nel 2008. Due alberghi, due centri congressi, strutture di servizio sia sportive (piscine, palestre e campi sportivi), sia di intrattenimento (teatro e arena). Tutto questo sarà, secondo il presidente della Mostra d’Oltremare Raffaele Cercola il nuovo Parco congressi del Mediterraneo. Una struttura multiservizi per eventi di alto livello. Capace di ospitare cinquemila persone in un sol colpo. «Una struttura che, in Europa - spiega Cercola - sarà ai livelli di Barcellona, Lione e Amsterdam, seconda solo a Berlino e a Parigi». Un impianto che sarà affiancato, a sinistra della fontana Esedra, da un altro polo congressuale da circa duemila posti. Per servire questa struttura ci sarà l’albergo di lusso realizzato da Maione che sorgerà nello storico palazzo Canino. Inoltre ne sarà realizzato uno di categoria inferiore (tre stelle) che dovrebbe sorgere nello spazio attualmente occupato dall’istituto d’arte Boccioni. «L’assessore Angela Cortese - precisa Cercola - sta già lavorando per una nuova sede dell’istituto forse proprio in via Terracina». A completare i lavori la doppia riqualificazione dei padiglioni espositivi, il restauro della Porta Amicarelli, del ristorante del Boschetto, dell’antica villa Antiniana, del centro accoglienza e delle Serre di Cocchia. «Si procede - conclude il presidente - anche per i parcheggi. Sempre se naturalmente sarà risolto il problema della rete fognaria di piazzale Tecchio, i progetti sono approvati ma da anni non si fa niente. Come si può aprire un cantiere se all’improvviso, a causa di forti piogge, il parcheggio che avrà due piani interrati, saltando le fogne, diventa un lago di melma?».

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Successo per il prologo del Festival del Teatro

Posted on October 14th, 2007 in by Cane Ugo

Un’esplosione di suoni, danze, colori e linguaggi. La Cittadella Festival allestita nel piazzale Razzi della Stazione marittima stringe in un caloroso abbraccio artisti e spettatori che hanno creduto che Napoli potesse essere il palcoscenico giusto per il Teatro Festival Italia. Proprio come ci ha creduto il ministero per i Beni e le attività culturali che ha assegnato nel maggio scorso alla città l’onore di ospitare la rassegna internazionale. E la risposta da parte del pubblico è stata davvero appassionata. La grande partecipazione alla quattro giorni di spettacoli, performance, installazioni, concerti, mostre, incontri, conferenze e proiezioni del Prologo, ha permesso di avere un assaggio di quanto accadrà il prossimo giugno con prima edizione del Teatro Festival Italia. In tanti hanno aderito anche a «Notte tempo, di teatro in teatro», l’iniziativa che dalle 10.30 del mattino ha visto partecipare oltre trenta luoghi teatrali della città e dei capoluoghi di provincia, che hanno spalancato le porte al pubblico del festival. E all’uscita dalle sale teatrali e dagli spazi artistici hanno tutti seguito l’irresistibile richiamo della bande musicali. Da piazza Dante a via dei Mille fino a Forcella, il cuore della città ha vibrato all’unisono secondo i ritmi scanditi da trombe, tamburi e clarinetti. Lungo i tre percorsi si è ballato senza sosta, coinvolti rispettivamente dalla partenopea Contrabbanda di Luciano Russo, dai bergamaschi Dadadang e dalla «marchin’ band» Funk-off, a loro volta entusiasti della risposta della gente. «Arrivederci!», la festa finale del Teatro Festival Italia a cura di «K-events», è stata ispirata dal mito del pifferaio magico. Il corteo sonoro delle bande musicali, sia di tradizione che contemporanee, urbane e contaminate, ha attraversato le principali vie del centro convogliando il pubblico che usciva dai teatri, ma anche molti passanti, verso il porto. Contemporaneamente alla loro partenza, la Cittadella iniziava già ad animarsi, col tappeto sonoro degli Zezi, armati di tammorre e nacchere come vuole la tradizione, e dalle percussioni della Stradabanda, trascinante gruppo romano composto da quarantasei elementi che ha scandito letteralmente il tempo della kermesse spingendo i presenti alla danza, o almeno a muoversi al suo ritmo. Tutti insieme, hanno poi proposto una sorprendente jam session multietnica, arricchita, intorno alle 23.30 dall’arrivo dei tre collettivi itineranti. Ma alla festa non potevano mancare i cento incantantori di serpenti diretti da Roysten Abel, che hanno travolto i presenti con la loro energia «made in India»». E dopo il pubblico del San Carlo giovedì sera, ad applaudire il richiamo di «A hundred charmers» è stato quello più giovane e disinvolto della Cittadella del Festival. Il momento più emozionante, però, è arrivato dopo la mezzanotte. Con la compagnia circense Deambulants, via Acton ha dismesso gli abiti del caos e del traffico, e detto addio al tipico carosello di auto e moto del sabato sera, per passare il testimone a questi angeli del tendone e alle loro musiche avvolgenti. Una visione insolita per via Acton, che si è trasformata per una notte in un cielo tempestato di colorati e flessuosi clown. Ma la grande festa finale non è finita qui. Tutti sotto le stelle a calpestare i settemila metri quadrati della Cittadella Festival che fino a notte fonda propone ancora musica, bar, buffet e discoteca con coinvolgenti dj-set. Un «Arrivederci!» a giugno 2008 per il primo, vero, Teatro Festival Italia.

Prologo del Festival del Teatro

Posted on October 10th, 2007 in by Cane Ugo

Per quattro giorni si accendono i riflettori sulla Cittadella del porto, il cuore della rassegna che ospiterà spettacoli, eventi, mostre, installazioni e incontri. Ma dalla Stazione marittima all’auditorium di Scampia sarà tutta la città ad essere interessata dalla manifestazione. Nei primi tre giorni saranno ospitate le produzioni delle trenta giovani compagnie teatrali, sabato andrà in scena l’iniziativa collaterale al festival, a partire dalle 10.30 fino a notte inoltrata, intitolata: «Notte tempo, di teatro in teatro». Non solo teatri, ma anche altri spazi aperti per tutta la giornata con spettacoli ed eventi a prezzi popolari per grandi e piccoli. Nel pomeriggio, poi, alcune bande musicali percorreranno le strade cittadine raccogliendo «on the road» il pubblico che sarà accompagnato verso la Cittadella. Tre i luoghi di partenza: piazza Dante, via dei Mille e Forcella. Tre le bande che si esibiranno in una jam session etnica: Funk off, Dadadang e Contrabbanda. Ad accoglierli al porto, ’E Zezi e la Stradabanda, ospiti d’onore gli incantatori di serpenti indiani. L’happening finale, l’«Arrivederci», sarà affidato alla compagnia Deambulants che darà l’appuntamento al festival che verrà, nelle due settimane a cavallo tra giugno e luglio 2008. Lo spettacolo è intitolato «Del cel»: gli organizzatori non anticipano nulla, se non il fatto che via Acton resterà chiusa. Il gruppo è specializzato in spettacoli di acrobazia aerea. Ma se l’organizzazione dell’evento è stata curata nei minimi dettagli dal punto di vista tecnico-artistico, la città non sembra altrettanto preparata ad accogliere la manifestazione. «Abbiamo invitato bar, ristoranti e pizzerie ad allungare gli orari di chiusura - spiega Antonio Pace, presidente dell’Ascom-Confcommercio - soprattutto gli esercizi che si trovano nella zona a ridosso dell’evento e nel centro storico. Certo, non c’è stato il tempo di organizzarci meglio, per coinvolgere di più la gente nel dopo-teatro». Ma girando tra gli esercizi della zona, sono in molti i disinformati sull’happening. Persino i due snack bar all’interno della Stazione marittima hanno «scoperto» solo ieri mattina che oggi sarebbe iniziato il Festival: quando le hostess hanno consegnato i depliant da distribuire agli avventori. «Noi chiudiamo tra le 21 e le 22 - spiegano i due titolari - e prima di decidere se prolungare l’orario di apertura, vogliamo vedere quanta gente ci sarà giorno per giorno». Poco informati anche i ristoratori che esercitano nella zona tra piazza Municipio, il teatro Mercadante e via Medina, ma più disponibili a tirare tardi. «Faremo come quando al Mercadante c’è spettacolo. Resteremo aperti sicuramente oltre l’una». Scarse informazioni anche per i turisti che si sono rivolti al camper dell’assessorato al turismo che si trova davanti alla Stazione marittima: neanche un depliant sul Festival.

Le prove di “Gomorra” al teatro Mercadante

Posted on October 6th, 2007 in by Cane Ugo

«Del libro abbiamo scelto i personaggi più forti, costruendo intorno a loro un’unica storia cruda, violenta, disturbante in cui le loro vite si intrecciano: Pasquale il sarto (quello di Angelina Jolie); Mariano, che ha un debole per i kalashnikov; Franco lo stakeholder (il mediatore che smaltisce rifiuti tossici) e i due spacciatori di Secondigliano Kit-Kat e Picachu. Poi, però, a mano a mano che la vita di Roberto si trasformava, gli ho proposto di inserire nel testo un sesto personaggio… sì, proprio lui, Roberto Saviano, l’autore». Così Mario Gelardi, quarantenne drammaturgo napoletano, sintetizza la versione teatrale di «Gomorra», il libro sul sistema camorra che ha venduto 800.000 copie nel mondo, ha arricchito il suo autore, ma gli ha anche cambiato l’esistenza in peggio, trasformandolo in un nomade sotto scorta. «”Gomorra” - spiega Gelardi - racconterà, insomma, anche la vita di Saviano dopo che ha scritto il suo libro». Da settimane Gelardi è al Mercadante, impegnato nelle prove dello spettacolo. E al Mercadante provano anche Mario Martone, Renato Carpentieri, Enzo Moscato e Lorenzo Gleijeses, che stanno costruendo assieme a un gruppo di attori e a quattro ragazzi dell’istituto penale per minori di Nisida «Falstaff - Un laboratorio napoletano». Moscato ha tradotto e rielaborato in napoletano i testi usati nel laboratorio («Enrico IV», «Enrico V», «Le allegre comari di Windsor» e Boito). Lo spettacolo debutterà nel rinato San Ferdinando sabato prossimo nell’ambito del «Prologo» di Teatro Festival Italia, la grande rassegna triennale assegnata dal ministero per i Beni Culturali a Napoli. E il debutto non è casuale, ricordando l’impegno di Eduardo De Filippo a favore dei ragazzi di Nisida e dei minori a rischio. Ancora: in un’altra sala dello stabile il regista Andrea De Rosa, Anna Bonaiuto, Frédérique Loliée e gli altri interpreti mettono a punto «Maria Stuart» di Schiller, che il 17 aprirà proprio la stagione del Mercadante. De Rosa: «Ho letto il testo all’inizio del 2005. In quei mesi la guerra in Iraq ci regalava pagine buie, sgozzamenti, decapitazioni, martirio. ”Maria Stuart” mi sembrò un’occasione per riflettere su quelle immagini che, lasciate alla semplice informazione quotidiana, non potevano essere tolte dal terreno dell’orrore». «In queste settimane, insomma, il Mercadante - spiega Roberta Carlotto, che ne è la direttrice - è un cantiere palpitante di teatro, un via vai di attori, registi, autori, tecnici, attrezzi, letture, prove, riunioni che confermano il primato della scena napoletana e il ruolo del nostro stabile, sempre più fucina e laboratorio d’arte». Per giunta, è il Mercadante a produrre «Gomorra», la «Maria Stuart» e a coprodurre il laboratorio su Falstaff, «a conferma - conclude la Carlotto - della sua vocazione di teatro civile». «Gomorra» sarà in scena nel Ridotto del teatro dal 29 ottobre al 18 novembre. Il testo è stato scritto da Gelardi, che ne è anche regista, assieme a Saviano. Nel cast Ivan Castiglione, nel ruolo dello scrittore, Francesco Di Leva, Antonio Ianniello, Giuseppe Miale Di Mauro, Adriano Pantaleo (l’ex ragazzino di «Io speriamo che me la cavo» della Wertmuller) e, nella parte del sarto, Ernesto Mahieux. Gelardi: «Io e Roberto siamo amici da anni. L’idea di portare a teatro ”Gomorra” risale a prima che il libro fosse stampato. Più leggevo le bozze, più dicevo: queste storie bruciano, facciamole diventare teatro. Né io né lui supponevamo tanto successo. Roberto a quel tempo sperava di vendere cinque, seimila copie». «Gomorra» è teatro civile: «Certo. Raccontiano cinque modi di vivere la camorra, quella imprenditoriale che fa ”malaffari” milionari in tutto il mondo, e quella spicciola, quotidiana, violenta. ”’O sistema” non è più un cancro locale, ma supera da tempo i confini del Garigliano. Anche il teatro serve per far conoscere al pubblico questa verità. E io spero che quel pubblico esca dal teatro sentendo in corpo un disagio e un disturbo quasi fisico per ciò che ha appena visto. Un modo per dire: tutto questo riguarda anche te».

John Martin
Distruzione di Sodoma e Gomorra, (1852)
136.3 x 212.3 cm, olio su tela

Restauro della Stazione di Mergellina

Posted on October 5th, 2007 in by Cane Ugo

Sabbia per le parti lisce, avorio per le “specchiature” interne alle cornici. Con questi colori torna alla luce lo stile umbertino di una facciata imponente e decisamente sproporzionata rispetto agli spazi circostanti. La costruzione della stazione di Mergellina, la porta occidentale su ferro della città, iniziò nel 1925 e rientrava nel piano di attuazione della direttissima Napoli-Roma con attraversamento sotterraneo della metropoli e fermate a piazza Cavour, Montesanto, piazza Amedeo. Un passante ferroviario poi utilizzato anche per la prima linea metropolitana. Ottant´anni fa l´inaugurazione, nel 1997 il vincolo della Sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici, ieri mattina con il presidente Giorgio Napolitano la cerimonia per il completamento di un restauro della Stazione durato due anni, realizzato da “Centostazioni” (gruppo Fs) e costato 2.3 milioni.

Recupero delle facciate, per complessivi tremila metri quadrati, con la rimessa in funzione dell´antico orologio e la parziale ricostruzione delle teste di leone. Restauro degli atri “Partenze” e “Arrivi” e delle finiture architettoniche. Riduzione delle fasce di binari con la creazione di una “piazza interna”. Un intervento conservativo ma con importanti adeguamenti alle norme di sicurezza e con nuove installazioni dagli info point ai servizi per disabili fino alle attività commerciali. E alcune nuove strutture ormai indispensabili come il ristorante, la libreria e un ufficio postale. Con una curiosità. Su tutte le cornici è stato passato uno strato di guaina liquida e applicato un sistema anti volatili con ferretti di acciaio su piedistallo in gomma.

Frequentata da 6.2 milioni di passeggeri l´anno, la Stazione di Mergellina è stata interessata da un intervento su 8.100 metri quadrati. Un restauro segnato anche dal recupero della “saletta presidenziale”, spazio di rappresentanza ideato per dare ristoro a personaggi illustri che conserva ancora oggi i pregiati pavimenti in marmo, mobili originali (tavolo e sedie coordinate in legno massello) e un coloratissimo lampadario in vetro di Murano regalato alla regina Margherita di Savoia per uno dei suoi viaggi napoletani. Una stazione che, ripulita e rilanciata, si candida a tornare come importante nodo di interscambio (linea 6 ex Ltr, aliscafi di Mergellina) anche se al momento tagliata fuori dall´Alta velocità-Alta capacità Napoli-Roma.

“Gnam” alla mostra d’Oltremare

Posted on October 1st, 2007 in Uncategorized by Cane Ugo

Mercoledì alle 10 a Città della Scienza, alla presenza di Paolo Da Castro, ministro delle Politiche agricole, sarà inaugurata la nuova mostra «Gnam» arricchita quest’anno di nuovi exhibit, giochi, filmati, pannelli interattivi e tavoli di consultazione. Mangiare è un atto apparentemente naturale, in realtà estremamente complesso, articolato com’è in funzioni fisiologiche, e significati sociali e culturali. Ma cosa mangiamo? Cosa mangiavano gli antichi romani? E nel 500? Questo complesso legame tra natura, cultura, cibo e società accoglie il visitatore nella prima sezione della nuova mostra «Forchetta e Pennello» dove si evidenzia come da sempre il mondo dell’arte ha visto il cibo come stimolo per parlare della società del proprio tempo. Segue la sezione «Parla come Mangi» dove un breve viaggio tra i proverbi racconta come la cultura alimentare sia patrimonio di conoscenza e credenze. «Mangia e Muoviti» invece ci fa riflettere sul rapporto tra alimentazione e salute e quindi la trasformazione del cibo in energia nonché l’importanza di fare delle scelte alimentari giuste. «Bello sarai tu» è la sezione dedicata alla bellezza e a come ogni epoca esprima una sua idea di bellezza e ancora a come siano cambiati i canoni di bellezza nel tempo. «Doc Doc: chi è?» guida il visitatore/consumatore alla scoperta dei prodotti agroalimentari campani certificati, al significato delle sigle dop, doc, docg. Segue la sezione dedicata alla «Cucina didattica» e alla conservazione degli alimenti. Altro passaggio fondamentale è come il cibo viene cucinato, così in «Se mi cucini» molte azioni che meccanicamente si compiono trovano una spiegazione scientifica, Infine un ritorno alla natura nella sezione «Raccolti in tavola».

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