Il restauro della Casina Vanvitelliana del Fusaro

Posted on April 2nd, 2009 in by Cane Ugo

Un museo e salotti letterari tra dipinti e affreschi riportati alla luce: ricomincerà presto a vivere il complesso reale vanvitelliano sul lago Fusaro, la Casina come tutti la chiamano. Al rush finale il restauro della dimora borbonica, realizzata su progetto dell’architetto Carlo Vanvitelli nel 1782, e chiusa da due anni per un intervento da dieci milioni di euro finanziato con fondi Por 2000-2006. In corso di ristrutturazione la famosa Casina vanvitelliana, la Sala Ostrichina, i locali degli Stalloni, il giardino storico e un tratto della banchina borbonica del lago. Il prospetto, delineato dall’architetto della soprintendenza per i Beni archeologici e paesaggistici Cosimo Tarì e messo in opera dalla ditta Vitale, è prestigioso: oltre alla riqualificazione degli immobili delineata anche la riproduzione dei dipinti del pittore Filippo Hackert che decoravano le pareti della Casina, bruciati durante la Rivoluzione Partenopea nel 1799. Ed è in corso un intervento per rendere una riserva naturale la macchia mediterranea del parco che circonda il Complesso esteso per oltre 27mila mq. Il programma di valorizzazione degli immobili, l’Ostrichina e la Casina Vanvitelliana che dalle acque del bacino lacustre Fusaro è collegata con un ponte alla costa, mira invece ad un uso per attività culturali. Le origini di questo luogo mitico, tra l’altro, si perdono nella storia: il lago Fusaro e il complesso reale, nel corso dei secoli, sono stati il centro di fervide attività di lavoro e dimora di re e intellettuali. Ora si ripropongono volano dello sviluppo dei Campi Flegrei. «È stato programmato un piano articolato per il recupero dei beni storici del Fusaro - afferma il primo cittadino, Antonio Coppola - La valorizzazione del sito borbonico è un grande impegno per la città, proiettata verso un turismo qualificato. Il patrimonio storico è fondamentale per il rilancio di una nuova economia a Bacoli». Il presidente del Centro ittico campano, la società pubblica che amministra i due laghi di Bacoli, Raffaele Aragona, sottolinea: «Miriamo ad un uso museale del sito. Intanto è stato pubblicato il bando per affidare in gestione il locale più esterno al parco per un bookshop. Bisogna recuperare il tempo perduto finora, Non ci sono ostacoli di natura tecnica, chi è interessato dovrà presentare un’offerta entro il prossimo 22 aprile. La dimora borbonica diventerà un qualificato polo storico-culturale». Il primo nei Campi Flegrei, che si aggiungerà agli altri siti in fase di restauro - tra cui il parco archeologico di Cuma, l’area monumentale di Baia, il Castello Aragonese, l’Anfiteatro Flavio - grazie al Progetto integrato grande attrattore culturale Campi Flegrei. Un piano che punta al Retour, uno straordinario itinerario archeologico e paesaggistico «motore dello sviluppo sostenibile dell’area flegrea». Il presidente dell’ente Parco regionale Campi Flegrei, Francesco Escalona, afferma: «Il Complesso Vanvitelliano entrerà nel circuito di un’area ad alta valenza ambientale e storico-archeologica. Al restauro è legato anche il recupero dei cinque laghi flegrei per i quali sono stati stanziati oltre 50milioni di euro».

Tags: , , ,

Post a comment