Guida ai Campi Flegrei
Di origine vulcanica, la zona dei Campi Flegrei è tra le più affascinanti d'Italia grazie alla congiunzione di tempo, storia, miti, poesia, bellezze naturali, ma soprattutto un vero paradiso per gli appassionati di archeologia. L'area flegrea nasce da un complesso insieme di strutture geologiche, generate da eruzioni relative a più cicli vulcanici, risalenti ad oltre un milione di anni fa.
Tre sono state le fasi che hanno portato alla conformazione attuale del territorio. Di queste va ricordata almeno la seconda in quanto, durante le eruzioni, ci fu l'emissione di prodotti piroclastici con prevalenza di tufo giallo, i cui segni più vistosi sono ancora oggi rintracciabili a Posillipo, Nisida, Miliscola, Soccavo, Capo Miseno, Bacoli. Per il clima mite e la fertilità del terreno, richiamò sin dall'antichità popolazioni che quivi si stanziarono. Primi fra tutti un gruppo di coloni greci provenienti dalla vicina Ischia, seguiti da etruschi, sanniti e romani.
Fu proprio durante l'epoca romana che Pozzuoli, Cuma, Baia e Miseno divennero centri di una certa rilevanza anche se decaddero subito dopo la caduta dell'Impero Romano (476 d.c.). Periodo di grande difficoltà fu quello delle incursioni di longobardi, saraceni e normanni, alle quali si aggiunse un movimento bradisismico che causò un evidente abbassamento del suolo con un conseguente impaludamento e la diffusione della malaria, cause dello spopolamento della zona. E' grazie a Ferdinando IV di Borbone che nel XVIII secolo i Campi Flegrei ripresero gli antichi splendori che ammiriamo ancora oggi.
Torna a Come raggiungere i Campi Flegrei
Pozzuoli
Baia
Miseno
Bacoli
Cuma

