Guida ai Campi Flegrei - Miseno
Dal centro di Napoli, dove è situato il nostro Bed and Breakfast, è facilissimo raggiungere tutti i luoghi più interessanti e tornare con comodo al B&B. Continuiamo con la guida: da Bacoli si giunge a Miseno che prende questo nome dal mitico trombettiere di Enea annegato in queste acque e qui sepolto. Di origine romana, ebbe sempre un carattere militare fino al V secolo quando perse il suo ruolo strategico e difensivo. Su via del Faro si affaccia il monumento meglio conservat dell'antica Misenum, un complesso destinato al culto dell'imperatore, probabilmente il Templum Agusti. Presumibilmente qui doveva collocarsi anche il piccolo foro di Misenum, con gli edifici pubblici principali. Il tempio, risalente nelle forme attuali al II secolo d.C., è oggi in parte sprofondato per effetto del bradisismo. L'ambiente centrale è il vero e proprio sacello, composto da una cella rettangolare, con le pareti in reticolato e con un'abside nella parete di fondo. Attualmente non è visitabile, ma molte delle statue in esso rinvenute si trovano nel museo archeologico di Baia. Ai piedi del monte Miseno, verso la spiaggia di Miliscola, si apre la grotta della Dragonara, una grossa cisterna a cinque navate utilizzata per l'approvvigionamento di acqua per le navi della flotta imperiale Sempre nei pressi della grotta sorge la deliziosa chiesa parrocchiale di San Sossio, sulla cui gradinata di accesso sono conservati resti marmorei provenienti dal porto romano. Adiacente alla grotta della Dragonara, si aprono una serie di ambienti, scavati nel tufo, pertinenti ad una villa, probabilmente la villa di Lucullo, della quale si distinguono pareti in cocciopesto e strutture in opera vittata, reticolata e laterizia.

La visita prosegue con Bacoli
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