Itinerario artistico culturale di Procida
L'itinerario artistico culturale che consigliamo per visitare procida prende avvio dal porto di Marina Grande per raggiungere Terra Murata alle cui pendici, in piazza dei Martiri, sorge la chiesa della Madonna delle Grazie costruita nel 1679, in piena età barocca, con impianto a croce greca e cupola con tamburo ottagonale. Punto focale è la tela, di incerta datazione, raffigurante la Madonna delle Grazie. La leggenda narra di un grande miracolo compiuto da questa madonna che salvò da morte sicura un pescatore assalito da un grosso cetaceo marino : catturato l'animale, le sue spoglie vennero custodite nel santuario a ricordo del miracolo della Vergine. Proseguendo nella nostra passeggiata, si raggiunge la parte alta di Terra Murata per visitare l'abbazia benedettina di San Michele Arcangelo vero scrigno di arte e cultura, fondata nel 1026 sulle fondamenta di un precedente complesso religioso del V-VI secolo. Nella chiesa, a pianta basilicale suddivisa in tre navate e diciassette altari, particolarmente interessante è il soffitto a cassettoni della navata centrale risalente al XVII secolo, realizzato in legno ed oro zecchino, al centro del quale domina il bellissimo San Michele che sconfigge Satana attribuito a Luca Giordano (1634-1705). L'intero complesso si articola su due livelli: la chiesa ed il complesso abbaziale. Sull'altare della cripta sono sistemati un teschio ed una piccola bara del XVIII secolo. Avvolto da un alone di mistero è l'immenso ossario, che dalla chiesa scende fino al mare per oltre 70 metri, di ossa e ceneri accumulatisi nel corso dei secoli. Usciti dall'abbazia, lo sguardo è rapito dall'ex palazzo reale diventato dopo il 1815 collegio militare. Scendendo da Terra Murata si incontra la Marina Corricella, piccolo porticciolo di pescatori, nei cui pressi si trova la chiesa seicentesca di S. Antonio Abate, a navata unica con cappelle laterali: di grande rilevanza sono il settecentesco altare maggiore finemente intarsiato di marmi policromi e la balaustra antistante, cesellata di lesene decorate a rilievo, nonchè alcuni dipinti di scuola di Francesco Solimena. Dal porto turistico di Marina Chiaiolella si raggiunge l'isolotto di Vivara che conserva numerosi reperti dei suoi primi abitanti, riportati alla luce in seguito alle numerose campagne di scavo. Da quel momento sono stati riportati alla luce ulteriori materiali di provenienza non solo micenea, ma anche indigena a testimonianza del fatto che l'isola era abitata anche da una popolazione stanziale.
Le tradizioni popolari
I sentieri e la natura
Corricella
Terra Murata
Chiaiolella
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