Leggere: piccola guida a libri non banali su Napoli
Ecco una brve guida ai più interessanti ed autorevoli libri su Napoli. Libri la cui lettura potrebbe rendere più significativa la vostra permanenza in città.
Fabrizia Ramondino, Andreas Friedrich Muller Dadapolis (caleidoscopio napoletano Einaudi 1989) euro 20,66 pp.489 supercoralli. Eccellente raccolta di aneddoti ed impressioni di viaggio su Napoli dal medioevo ai giorni nostri. A tutt'oggi la migliore antologia da cui partire per qualsiasi spunto e riflessione sulla città."L'immagine del caleidoscopio mi è stata suggerita dal fascino dei colori cittadini, che tanto più risaltano se si sa vedere che lo sfondo è grigio - compreso il falso colore locale, che si moltiplica fino alla nausea in innumeri clichés e oleografie (ma quanta forza e realtà deve avere Napoli per sostenere con leggerezza tanta mole di kitsch) -, e dalla complessità della città (tutto è complesso al mondo, nell'uomo e in natura, ma a Napoli lo sembra di più)"."un collage" di citazioni che attraversa l'idea e l'immagine di Napoli, in maniera appassionata ma mai parziale, tentando di restituire la complessità della città, di definirla attraverso contraddizioni inconciliabili e conflitti insanabili. I testi su Napoli di poeti, scrittori, studiosi, religiosi, artisti, politici, filosofi, viaggiatori, dilettanti, eruditi, sono raccolti da "uno straniero che vive a Napoli", e da "una napoletana che è vissuta anche altrove". Si tratta solo di alcune delle possibili immagini che appaiono in fondo al caleidoscopio: il libro è anche un invito a continuare il gioco, a spostare a proprio piacimento il magico tubo.
AA.VV. La città porosa. Conversazioni su Napoli (Cronopio 1992) pp.191 euro 12,39. Raccolta di saggi su Napoli e la sua intrinseca "porosità". Con interventi di Cacciari, D'Amato, Herling, Martone, Venezia ."Napoli è porosa come la sua architettura. Porosa nella forma, nei suoi rapporti sociali, nel carattere dei suoi abitanti. L'anima della città, quindi, non può essere racchiusa in un punto, in un'immagine. Sfugge alle definizioni, penetra nella città, è porosa come le sue mura" (dalla prefazione di Claudio Velardi) .
Renato de Falco Alfabeto napoletano. In appendice: il corpo umano. Le percosse. Il danaro ed altre curiosità dialettali (Colonnese Editore 2002) pp.656 euro 48,00.Dalla penna di un autentico gentiluomo, protagonista di una memorabile trasmissione televisiva sulle televisioni locali, sicuramente l'unico libro sul napoletano che unisce rigore scientifico e grande piacevolezza nella lettura.
Benedetto Croce Storie e leggende napoletane (Adelphi, 1999) pp.372 euro 8,50. Questo libro, nato dall' "affetto per le vecchie memorie napoletane", prende l'avvio da ciò che Benedetto Croce vedeva affacciandosi alla finestra del suo studio a Palazzo Filomarino, nel cuore di Napoli: palazzi, campanili, mura di monasteri. E " all'ombra degli alti tetti e tra le angustie delle vecchie vie", Croce si appresta subito a "riparare nella più vasta ombra delle memorie". Così, a poco a poco, con familiarità e alta dottrina, vengono evocate ai nostri occhi tante " storie e leggende " di Napoli che ancora impregnano l'aria dei luoghi. Passeggiamo attraverso i secoli, le cronache, le passioni - e intanto è lo spirito stesso della città, e della sua composita civiltà, che prende forma di fronte a noi. Nessun altro libro ci aiuta con altrettanta sapienza a capire Napoli e le sue disparate vicende, a cui Croce si dichiarava legato da una profonda passione. E precisava poi: "il legame sentimentale col passato prepara e aiuta l'intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile, e soprattutto assai ingentilisce gli animi". Il libro vide la luce nel 1919: a questa prima edizione ne fecero seguito una seconda nel 1923 con alcuni ritocchi, e una terza nel 1942 "riveduta e aumentata di due saggi". Un classico imperdibile e sempre piacevole da leggere.
Erri De Luca, Napòlide (Dante e Descartes 2006). Il titolo appartiene al racconto eponimo che apre questa raccolta di venti pezzi. Una scrittura che evoca, rimanda, addolcisce e irrigidisce ogni immagine legata alla città di Napoli. Una città capace di ricordare chi l’ha abbandonata. Una città che rinnega il diritto di cittadinanza a chi le ha voltato le spalle. Attraverso il racconto del distacco dal luogo di origine De Luca svela con toni intimi e sinceri, i pensieri, l’amore, la scrittura, la lingua ebraica, i ricordi.
Giuseppe Ferrandino, Pericle il Nero (Adelphi 2002) pp.152 euro 7,00 un originale noir ambientato a Napoli scritto bene e piacevole da leggere sin dalle prime battute : "Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie... Io mi chiamo Pericle Scalzone... Di mestiere faccio il culo alla gente".
Matilde Serao, Il ventre di Napoli (Avagliano 2002) pp.176 euro 9,90 "Il ventre di Napoli" discende in linea diretta dall'immersione di Hugo nel brulichio dei "Miserabili", dai labirinti indagati da Sue nei "Misteri di Parigi", dall'esasperato realismo del "Ventre di Parigi" di Zola, ma nello stesso tempo proviene dalla più bruciante delle realtà, dall'acquaforte goyesca di Napoli che nessuno prima della Serao aveva forse guardato con tanta intensità, di cui nessuno era riuscito a restituire la stracciona grandezza. Qui l'inchiesta giornalistica, effettuata all'indomani del colera del 1884, diventa un'esplorazione antropologica in "terrae incognitae" che getta sinistri fasci di luce sullo stato di miseria e di abbandono in cui ristagnano i quartieri della città destinati allo sventramento urbanistico.
D. Morlicchio E. (a cura di) Familismo forzato. Scambi di risorse e coabitazione nelle famiglie povere a Napoli (Carocci) pp.214 euro 17,30 Il volume presenta i risultati di una indagine sulle condizioni di vita e le strategie di sopravvivenza di un campione di circa trecento famiglie povere napoletane costituite da più nuclei coabitanti. Pur riguardando un ambito locale, esso si inserisce nel dibattito internazionale sulla gestione del denaro all'interno delle famiglie e sulla importanza delle variabili di genere e di generazione negli studi sociologici, nonché sul ruolo delle reti di sostegno. La ricerca evidenzia una situazione di sovraccarico familiare determinata dalla necessità di provvedere alla sopravvivenza materiale e di fronteggiare i carichi di lavoro domestico con risorse cronicamente scarse e in una situazione di sovraffollamento aggravata dalla coabitazione forzata.
Raffaele La Capria Ferito a morte (Mondadori) pp.218 euro 7,80 La storia di questo romanzo di Raffaele La Capria si svolge nell'arco di circa dieci anni, dall'estate del 1943, quando durante un bombardamento avviene l'incontro con Carlo Bousier, fino al giorno della partenza di Massimo per Roma, all'inizio dell'estate del 1954. E proprio in quest'ultimo giorno si apre il libro e si chiudono i primi sette capitoli, col dormiveglia mattutino e infine la siesta di Massimo. Tra questi due momenti il tempo è come dilatato, e tanti momenti isolati ne emergono, ognuno presente e ricordato, ognuno riferito ad un anno diverso, anche se tutti sembrano racchiusi, senza soluzione di continuità, nello spazio di un solo mattino: la pesca subaquea, 1951; i pensieri-monologhi di Ninì, 1950; i ricordi di Massimo, 1943 e 1949; la noia al Circolo Nautico, 1952; il pranzo a casa De Luca, 1953... Negli ultimi tre capitoli vi è poi come una sintesi di tutti i ritorni di Massimo a Napoli, dal 1957 al 1960. Disincantati ritorni nella città che "ti ferisce a morte o t'addormenta", sempre amata con freddo amore; nella città che s'identifica con Carla, con il mare, con i miti della giovinezza avuta e troppo presto, inspiegabilmente, perduta.
Francesco Costa La volpe a tre zampe (Bur Rizzoli) pp.520 euro 10,20 Vittorio, dieci anni da compiere, si sveglia l'ultimo giorno del 1955 in una baracca di legno. Il mare non bagna più la sua Napoli: sfrattato insieme alla famiglia, si ritrova confinato nel campo profughi di Fuorigrotta, tra scugnizzi litigiosi, prostitute maltrattate e vecchi imbroglioni. Vittorio, però, conosce il segreto della felicità: nel buio dei cinema di periferia le trame di illusioni e destini che vede scorrere sullo schermo gli prestano parole, voci e volti per trasformare la realtà in un mondo vellutato, in cui la sua attrice preferita, Susan Hayward, sfida la sorte per raggiungerlo a Napoli, strapparlo alla miseria e portarlo con sé in America..
Giuseppe Ferrandino Il rispetto (ovvero Pino Pentecoste contro i guappi) (Adelphi) pp.120 euro 10,33 "Io, alla fin fine, sono un uomo tranquillo. Mi sono messo a fare l'investigatore privato perché mi pareva interessante e pure perché mi piacevano i film di Miki Stewart... E' risaputo che nella vita almeno un nemico ve lo fate; ma un uomo contro un uomo è una faccenda privata, ci entrano di mezzo tante cose che il più delle volte si va avanti distratti, ognuno impicciandosi degli affari suoi... Ma quando ci sta la cagnara, quando i reggimenti si ammassano, quando i pazzi sono a pacchi, allora sono altri quibus. Lì non si scherza, lì son dolori. Lì ci sta sempre qualcuno che sgomita, ci sta sempre qualcun altro che dice: vuoi vedere quanto sono bravo?, ci sta sempre un terzo che risponde: e fammi vedere. E li è finita. Lì si spara. Lì potete pure morire... Dunque: Tullio Regina viene da me e mi fa una proposta del cazzo. Io gli dico di no. Quelli che controllano Tullio Regina, o quelli che controllano quelli che controllano Tullio Regina, vengono a controllare me. Pure un commissario viene a controllarmi... E infine, il sottoscritto Pino Pentecoste... fa il mazzo di scarola in mezzo al bailamme... Ora, siccome io mazzo di scarola non sono, e chi pensa il contrario è solo uno sciocco perché io avrò soltanto la terza media ma sono di intelligenza assai vispa (come diceva mio padre) e di sensibilità significativa, ne consegue che qualcosa non funziona. In altre parole, io pure se ho azzeccato qualche figura di merda in vita mia e una volta sono pure andato a sbattere contro un tram mentre inseguivo in corsa affannosa un pedinato, a quell'ignorante che si permette di pensare che sono un chiochiero, io gli faccio un culo così".
Esce da Adelphi il secondo romanzo di Giuseppe Ferrandino (nel 1998 era apparso "Pericle il Nero"), il primo di una serie che ha come sfondo i quartieri popolari di Napoli, come protagonista il detective Pino Pentecoste e come comprimari una folla variopinta e vociante di biscazzieri, pescivendole, prostitute, preti, commissari e tamarri.
Generoso Picone I Napoletani (Laterza) pp.266 euro 16,00 "Napoli, in fondo, altro non è che la somma - non la sintesi - delle tante Napoli che ognuno intende rappresentare." La Repubblica partenopea del 1799, la Napoli borbonica e quella della belle époque sospesa tra café chantant e teatri, il rigore intellettuale di De Sanctis e Croce, le produzioni cinematografiche della Titanus, Totò, Eduardo De Filippo, gli artisti, i poeti, gli scrittori, i giornalisti, i filosofi. Ma anche le guerre, la povertà, le epidemie, le violenze, i misteri. Il comandante Achille Lauro e la politica del dopoguerra, la delinquenza, gli scugnizzi del vicolo, i bambini proletari e i ragazzi di Scampia. Napoli è universo in continuo divenire, in cui entrare con la guida di Generoso Picone, giornalista e critico letterario.
Sergio Lambiase L'odore della guerra (Avagliano) pp.192 euro 13,45 .Tra il 1940 e il 1945 parole come "coprifuoco", bombardamenti, maschere antigas", "fame", "tesseramento", ma anche - con l'arrivo degli Alleati a Napoli dopo lo sbarco a Salerno - parole come "am-lire", "Sciuscià", "segnurine", "mercato nero", diventano per gli italiani pane quotidiano. E' la guerra che s'attacca alla pelle e che scivola con il suo "odore" virulento nell'intimità della casa. Con l'ausilio del repertorio fotografico, gli autori ci offrono un ritratto a tutto tondo di sei interminabili anni, che iniziano con il suono lacerante delle sirene e le fuga nei ricoveri, per terminare con il difficile ritorno dei reduci in città e le prime clausole della pace riconquistata.
Roberto de Simone Il presepe popolare napoletano (Einaudi), pp.136 euro 14,46 Che cosa rappresenta oggi il presepe, che del Natale è ancora tradizione insostituibile? E per quale ragione continua a essere profondamente radicato nella nostra coscienza? Per rispondere a tali domande Roberto De Simone ci racconta il presepe popolare degli artigiani napoletani, un presepe nato, cioè, come necessità espressiva di una comunità e che rispetto al più famoso presepe settecentesco evidenzia ancora, proprio nella sua tradizionale fattura, un sentimento di autentica religiosità. Completano il libro alcuni testi presentati dalla viva voce di narratori popolari.


