Pavel Muratov: Parole su Napoli
In qualsiasi altra città ciò sarebbe sufficiente per trattenere a lungo l'attenzione del viaggiatore sulle impressioni dell'arte e dell'antichità. A Napoli queste impressioni non si mantengono a lungo. Esse cedono rapidamente il posto all'irresistibile irruzione della vita napoletana. Le forme astratte delle statue, i colori impalliditi dei quadri antichi, le immagini impalpabili del passato, presto si perdono e scompaiono nello spettacolo rumoroso e splendente di tutte le forze della vita della Napoli moderna. Intorno ai muri del museo, che nasconde i resti della raffinata civiltà antica, tumultua la vita popolare, capace di seppellirli più profondamente che la lava e la cenere del Vesuvio. Nella Napoli moderna non ci son tracce materiali di Partenope e di Neapolis. Il fiume della vita scorre quasi sempre così precipitoso che sulle sue rive primordiali non sono rimasti depositi storici.
Per il viaggiatore che sa mescolarsi con la folla del popolo, la vita stessa di Napoli presenta infinito interesse. Si può dire persino che chi non è stato a Napoli, non ha visto lo spettacolo della vita popolare. Noi siamo abituati a parlare soltanto della vita nella strada nelle grandi città europee che scaturisce come una sorgente. Ma, in sostanza, non c'è nulla di più monotono e meccanico dell'animazione della folla sui grandi boulevards parigini....La folla parigina è sempre guidata da una certa nascosta necessità, e nella tensione stessa del traffico stradale si sente sempre qualcosa di immobilizzato, di eguale che cela una enorme stanchezza e, forse, perfino ripugnanza per la vita. Per vedere la folla realmente colma dell'incosciente, spensierata gioia superstiziosa dell'esistenza, bisogna passare per la via principale di Napoli, la famosa via Toledo. I suoi stretti marciapiedi dalla mattina alla sera rigurgitano di gente che sa essere felice della semplice coscienza della propria esistenza. Questa gente non si affretta in nessun luogo, e pure non ammazza il tempo fino alla disperazione con indifferenza. Il Napoletano vive soltanto quando prova piacere. a Toledo è riunito tutto quello che gli piace nel mondo. E nessun altro essere umano ama il mondo di un amore così forte, tenace animalesco. Dopo alcuni giorni di permanenza, lo straniero comincia a trovar gusto nella lenta passeggiata su e giù per via Toledo. Il continuo movimento della folla senza nessuna ragione evidente finisce col non meravigliarlo più. presto comincia a preferire questa via - la via più animata di tutta Europa - alla riviera di Chiaia, piena di noiosi e costosi alberghi. Tutte le cattive qualità del popolo napoletano: il tradimento, la scaltrezza, la cupidigia, l'amore del vizio, si possono perdonare per questo stato elevatamente sentimentale di amore per una cosa tanto innocente, come il passeggiare su e giù per la via principale della città.
Russi in Italia di E. Lo Gatto, Editori Riuniti, Roma 1971
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